Like 1999
Un compendio filosofico sul Web cosiddetto uno punto zero...
Ho recentemente scritto due articoli che potrebbero tranquillamente costituire contemporaneamente una premessa e un corollario a quanto sto per dire. Ovvero, sono articoli che citano fenomenologie che stanno sia a monte che a valle di un concetto molto più ampio e generale, che di fatto segna il confine tra il Web del passato e quello del presente.
Nel primo sottolineavo come e quanto la variabile autoriale si sia persa nel corso del passaggio dal blogging delle origini al social networking...
Nel secondo andavo a precisare la forte connessione tra questa perdita di autorialità e la tendenza a identificare il successo di qualsivoglia espressione infotelematica contemporanea nella sua componente virale.
Ora, in questo articolo vorrei in qualche modo riassumere tutto questo nel nome di un concetto in realtà molto più semplice di quanto si possa credere, che di fatto ingloba da solo un po' tutto quello che può venirci in mente confrontando le origini della grande rete con la situazione attuale, almeno nella sua componente mainstream.
L'idea è appunto chiara e sintetica:
Il Web delle origini era un territorio vasto, libero e "di frontiera", che veniva colonizzato essenzialmente da pagine HTML in progressiva connessione tra loro. Oggi il Web somiglia invece a un novero di compartimenti stagni, che si chiamano social network, e fanno riferimento a precise aziende e a precisi target, che diventano automaticamente clienti (a pagamento diretto tramite denaro, o indiretto tramite vampirizzazione di dati e comportamenti), e perdono il loro status di liberi utenti, ovvero autori.
Per intenderci, una frase oggi perfettamente sensata e attendibile come "i giovani d'oggi li trovi su TikTok, e di certo non su Facebook" all'epoca non avrebbe avuto alcun senso: primo, perché non esistevano né Facebook, né tanto meno TikTok; secondo, perché tutti, giovani e vecchi, uomini e donne, aziende e privati, condividevano o avrebbero potuto condividere potenzialmente la stessa struttura di connessione, orizzontale e intrinsecamente democratica.
Un progetto del blogger veterano Dave Winer suonava qualche tempo fa circa con questo nome e slogan: Blogging Like 1999, e proponeva un sistema caro all'autore-programmatore basato su una sua piattaforma stile outliner. Una cosa specifica e un tantino spinta e settoriale, ma è esattamente sulla scia di questa idea di un ritorno in forma ideale di time capsule che mi sono rifatto nell'aprire due blog iper-minimalisti.
Sono due veri e propri luoghi che vorrei usare esattamente come se vivessi ancora in un generico intorno del primo avvento del Web, che da noi si è appunto attestato attorno al 1995 (poco dopo la mia maturità classica, e poco prima del mio diploma in pianoforte al conservatorio, ovvero in un periodo in cui ero giovanissimo).


